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Disfagia e terza età: cause, sintomi e strategie di gestione

Comprendere la disfagia: un disturbo frequente, soprattutto con l’avanzare dell’età

La disfagia è una difficoltà a deglutire cibi o liquidi, che può insorgere a tutte le età ma colpisce con maggior frequenza gli anziani e le persone che hanno subito ictus, traumi cranici, malattie neurologiche o interventi chirurgici. Non si tratta di un disturbo da sottovalutare: se trascurata, la disfagia può portare a malnutrizione, disidratazione e, nei casi più gravi, a polmoniti da aspirazione, una complicanza potenzialmente pericolosa.

Come riconoscere i sintomi della disfagia

I sintomi della disfagia possono essere evidenti, come tosse o soffocamento durante i pasti, oppure più sottili e difficili da riconoscere. Tra questi ci sono la sensazione di cibo bloccato in gola, il cambiamento della voce dopo la deglutizione o una perdita di peso inspiegabile. È quindi importante osservare attentamente eventuali segnali e, in caso di dubbi, rivolgersi a medici o logopedisti specializzati.

Strategie quotidiane per ridurre i rischi

La gestione della disfagia nella vita quotidiana richiede piccoli accorgimenti, che però possono fare una grande differenza:

  • Mangiare lentamente e fare bocconi piccoli, così da ridurre il rischio di aspirazione.
  • Sedersi in posizione eretta e mantenere il tronco dritto durante i pasti, per facilitare la deglutizione.
  • Suddividere i pasti in più porzioni durante la giornata, in modo da evitare affaticamento e facilitare l’assunzione di nutrienti.

Piccoli gesti che contribuiscono in modo significativo a prevenire incidenti e a mantenere una buona qualità del pasto.

Il ruolo delle consistenze IDDSI

Oltre al comportamento, un aiuto importante arriva da pasti appositamente formulati secondo gli standard internazionali IDDSI (International Dysphagia Diet Standardisation Initiative), che classificano cibi e liquidi in base alla loro consistenza per garantire una deglutizione sicura.

È importante ricordare che tali pasti devono essere non solo adatti alla condizione della persona, ma anche nutrienti, vari e gradevoli. Esistono anche kit dedicati, che offrono pasti completi e pronti all’uso, semplificando l’organizzazione quotidiana.

Menu-tipo per persona disfagica

Il menu seguente è un esempio orientativo per una persona con disfagia di grado 2–3 (consistenze morbide o purea a seconda della tolleranza). Ogni voce va adattata al livello IDDSI prescritto dal professionista.

Colazione

  • Crema di semolino ben cotta o budino morbido

  • Purea di frutta (es. pera o mela cotta e frullata)

  • Bevanda tiepida addensata se indicato

Spuntino mattutino

  • Crema di ricotta dolce o omogeneizzato di frutta

  • Piccola porzione di integratore nutrizionale cremoso se necessario

Pranzo

  • Vellutata di verdure setacciata o risotto molto morbido (se tollerato)

  • Crema di pesce o pollo frullata con aggiunta di puree di verdure

  • Dessert cremoso o yogurt liscio

Merenda

  • Budino o crema al latte morbida

Cena

  • Purè di patate arricchito con crema di zucca o carota

  • Pesce bianco sminuzzato in salsa vellutata o polpetta morbida schiacciata

  • Frutta cotta frullata o gelatina

Spuntino serale (opzionale)

  • Bevanda nutrizionale addensata o latte caldo addensato

Nota: porzioni ridotte e bocconi piccoli facilitano la deglutizione; verificare sempre la consistenza con il personale sanitario e, se presente, con il kit IDDSI.

Ricetta: Crema morbida di salmone e patata (IDDSI livello 3–4)

Ingredienti (2 porzioni)

  • 150 g filetto di salmone cotto (o al vapore)

  • 1 patata media, bollita e schiacciata

  • 150 ml di brodo vegetale o dashi leggero caldo

  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

  • Prezzemolo tritato molto finemente (facoltativo)

  • Sale q.b. (facoltativo)

Preparazione

  1. Cuoci il salmone al vapore o al forno fino a completa cottura; elimina pelle e lische se presenti.

  2. Schiaccia la patata bollita fino a renderla molto morbida.

  3. In un frullatore unisci il salmone sminuzzato, la patata e il brodo caldo; frulla fino a ottenere una crema omogenea. Aggiungi il brodo gradualmente per raggiungere la consistenza prescritta (IDDSI 4 = crema stabile sul cucchiaio; IDDSI 3 = densa ma scorrevole).

  4. Aggiungi l’olio a crudo e, se tollerato, una punta di prezzemolo molto tritato.

  5. Controlla la presenza di eventuali grumi passando la crema attraverso un colino fine; raffreddare leggermente prima di somministrare.

Questa preparazione è ricca di proteine e grassi salutari, digeribile e facilmente adattabile alle necessità di consistenza del paziente.

Tipi di disfagia

Di seguito una sintesi pratica pensata per caregiver e operatori; ogni indicazione va sempre confermata dal team clinico.

DISFAGIA DI GRADO 1

Profilo
Pazienti con grave compromissione della masticazione e della deglutizione; necessitano di alimenti completamente omogeneizzati.
Alimenti consigliati
Preparazioni semiliquide e lisce, senza residui.
Liquidi
Consentiti solo se addensati secondo prescrizione.
Da evitare
Cibi friabili, appiccicosi o che si sbriciolano.

DISFAGIA DI GRADO 2

Profilo
Soggetti con ridotta funzione masticatoria e deglutitoria marcata; richiedono puree e creme dense.
Alimenti consigliati
Puree lisce, zuppe frullate, omogeneizzati.
Liquidi
Preferibilmente addensati.
Da evitare
Alimenti interi, miscele a doppia consistenza, cibi che si dissolvono in piccoli frammenti.

DISFAGIA DI GRADO 3

Profilo
Persone con masticazione parzialmente conservata ma sensibilmente rallentata; la deglutizione è poco efficiente ma presente.
Alimenti consigliati
Cibi morbidi, tritati finemente o ridotti in pezzi molto piccoli; è possibile usare salse per facilitare.
Liquidi
Valutare la tolleranza; in caso di dubbio usare addensanti.
Da evitare
Cibi crudi, croccanti o secchi; alimenti che si sfaldano.

DISFAGIA DI GRADO 4

Profilo
Pazienti che masticano e deglutiscono con sufficiente efficacia ma devono comunque evitare consistenze impegnative.
Alimenti consigliati
Preparazioni morbide non frullate, prive di parti dure o filamentose; salse per ammorbidire se necessario.
Liquidi
Generalmente non controindicati, ma verificare la tolleranza individuale.
Da evitare
Snack croccanti, cibi molto duri o secchi, alimenti che si disgregano facilmente.

Risorse utili e approfondimenti

Il FUNNEL IDDSI kit è una risorsa fondamentale: permette di identificare rapidamente la consistenza più sicura dei cibi e dei liquidi, riducendo il rischio di incidenti durante i pasti. Grazie a questo sistema, anche chi non ha competenze mediche specifiche può gestire con maggiore tranquillità l’alimentazione quotidiana degli anziani o di persone con difficoltà di deglutizione.

Molto apprezzato è anche il kit di RistoSano, che propone pasti già preparati e conformi alle linee guida IDDSI: primi, secondi, contorni e dessert pensati per garantire sicurezza, equilibrio nutrizionale e praticità quotidiana.

Grazie a queste soluzioni, la gestione dell’alimentazione nelle persone con disfagia diventa più semplice e serena, migliorando realmente la loro qualità della vita e permettendo di vivere il momento del pasto con maggiore tranquillità.

Cerchi la soluzione migliore per un tuo caro?

Contattaci senza impegno, saremo felici di rispondere alle tue domande.

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